Ischia – Il Ministro della Protezione Civile chiede a cittadini ed autorità locali, una «convivenza vigile» con frane e terremoti. Perché lo Stato non può mettere in sicurezza l’isola d’Ischia, ma soltanto ridurne la vulnerabilità. «È corretto dire per ridurre la esposizione al rischio del territorio o, se preferite, per ridurre la vulnerabilità del territorio», ha spiegato. «Perché se continuiamo a dire che ora arriva Musumeci, arriva Ferrara, arriva Feola e mette in sicurezza l’isola d’Ischia, di fatto la gente si depotenzia. Non la troviamo più alleata. Perché tanto c’è lo Stato che ci mette in sicurezza, ma quale sicurezza?». Per rendere l’idea il ministro ha fatto l’esempio di un’abitazione in zona sismica: con una scossa di magnitudo 6 quella casa può anche restare in piedi, con una di magnitudo 8 il discorso cambia. «Possiamo soltanto ridurre», ha ripetuto. Per rendere meglio l’idea, Musumeci ha parlato di un episodio avvenuto ai Campi Flegrei, durante un’assemblea pubblica convocata dopo una serie di scosse tra 4.3 e 4.7, una delle quali arrivata vicino alla soglia di 5. In quell’occasione una cittadina chiese al capo del Dipartimento della Protezione civile che cosa avrebbe fatto lo Stato in caso di un terremoto di magnitudo 6. E la risposta fu, in tutta franchezza quella che ha scosso le coscienze di tutti». Ma Ischia a differenza di alcune zone dei Campi Flegrei non è assolutamente un luogo da abbandonare. «È un territorio dove si può continuare a vivere, certo. Ma deve essere una convivenza vigile», ha detto Musumeci. Una convivenza che, nelle sue parole, deve partire «dalla consapevolezza da parte del cittadino di essere su un territorio a rischio sismico, a rischio frane», e in cui il primo valore a guidare i comportamenti deve essere la collaborazione. «Se c’è un’esercitazione a scuola fate male a non mandare i figli. Se c’è un’assemblea pubblica fate male a non andarci. Se c’è un piano comunale di protezione civile redatto, fate male a non leggerlo». Ma la responsabilità, ha precisato, non è solo dei cittadini: «E i sindaci fanno male a non diffonderlo». Un rilievo che Musumeci ha esteso ai primi cittadini di tutta Italia, sottolineando che il piano comunale di protezione civile non sempre arriva a chi dovrebbe conoscerlo.









