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Ischia, Gianmaria Ferrandino porta la voce dell’isola alla Camera: «Non possiamo essere ricordati soltanto d’estate»

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Sanità, collegamenti marittimi, continuità territoriale e futuro dei giovani al centro dell’intervento del rappresentante di Forza Italia durante l’evento Eccellenze 2026. Un appello alle istituzioni per garantire ai cittadini delle isole gli stessi diritti di chi vive sulla terraferma.

Ischia non può essere soltanto una destinazione turistica da celebrare durante l’estate, per poi essere dimenticata quando si spengono i riflettori della stagione balneare. È questo il messaggio portato alla Camera dei Deputati da Gianmaria Ferrandino, componente della Segreteria regionale di Forza Italia Campania, in occasione dell’evento Eccellenze 2026, svoltosi il 22 ottobre a Montecitorio e dedicato anche alle difficoltà delle aree interne e dei territori più fragili del Paese.
Un intervento che ha acceso i riflettori sulle problematiche quotidiane dei cittadini ischitani, troppo spesso costretti a fare i conti con servizi insufficienti, difficoltà nei trasporti e opportunità limitate, soprattutto per le nuove generazioni.

A rendere ancora più attuale la questione è la situazione che sta attraversando il Mezzogiorno, con le proteste degli autotrasportatori e le difficoltà nella distribuzione di carburante e merci. Una crisi che ha evidenziato la particolare vulnerabilità dei territori insulari, dove anche un’interruzione temporanea della catena degli approvvigionamenti può avere ripercussioni immediate sulla vita delle famiglie e sull’economia locale.
«Oggi alla Camera dei Deputati ho portato la voce di Ischia, parlando di problemi che conosco da vicino e che da tempo cerco di mettere al centro dell’attenzione», ha dichiarato Ferrandino al termine dell’iniziativa, ribadendo la necessità di affrontare questioni che vanno ben oltre l’emergenza di questi giorni.

Tra le priorità individuate figurano il potenziamento della sanità, il miglioramento dei collegamenti con la terraferma e soprattutto la continuità territoriale, principio fondamentale per garantire a chi vive sulle isole la possibilità di studiare, lavorare e curarsi senza subire ulteriori penalizzazioni legate alla propria posizione geografica.

Per gli abitanti di Ischia, infatti, la mobilità non rappresenta soltanto una questione di comodità. Gli orari dei traghetti e degli aliscafi possono condizionare l’organizzazione di un’intera giornata, rendendo più complicato raggiungere strutture sanitarie, università e luoghi di lavoro sulla terraferma. Una problematica che assume particolare rilevanza anche alla luce delle difficoltà che interessano il sistema dei trasporti marittimi campani.

«Non possiamo essere un’isola da valorizzare d’estate e da dimenticare il resto dell’anno», ha sottolineato Ferrandino, richiamando l’attenzione sulla distanza che ancora separa l’immagine turistica di Ischia dalle esigenze concrete di chi vi risiede stabilmente.

Ma il ragionamento dell’esponente politico guarda anche al futuro del territorio. La mancanza di opportunità professionali e formative rischia di spingere molti giovani a cercare altrove le condizioni necessarie per costruire il proprio percorso di vita. Un fenomeno che pone interrogativi importanti sulla capacità delle comunità insulari di trattenere le nuove generazioni e valorizzarne competenze e aspirazioni.

Nato e cresciuto sull’isola, Ferrandino ha rivendicato il proprio legame con il territorio come motivazione del suo impegno politico e istituzionale: «Sono nato e cresciuto a Ischia e sento il dovere di difendere il territorio in cui vivo, portando le sue difficoltà nelle sedi competenti, dove possono essere ascoltate e affrontate».

Il messaggio emerso dal confronto parlamentare riguarda dunque una questione più ampia, che coinvolge non soltanto Ischia ma l’intero sistema delle isole minori italiane: trasformare il riconoscimento dell’insularità in politiche concrete, capaci di ridurre gli svantaggi strutturali e assicurare servizi adeguati durante tutto l’anno.
La richiesta non è quella di ottenere trattamenti di favore, ma di superare una disparità che continua a pesare sulla quotidianità di migliaia di cittadini.

«Non chiediamo privilegi. Chiediamo servizi, collegamenti e opportunità all’altezza di quelli garantiti sulla terraferma», ha concluso Ferrandino.

Un appello che, partendo dalle difficoltà di Ischia, riporta al centro del dibattito nazionale il diritto delle comunità insulari a non essere lasciate sole. Perché il valore di un territorio non può essere misurato esclusivamente attraverso le presenze turistiche, ma anche dalla qualità della vita e dalle prospettive che riesce a offrire a chi sceglie di continuare ad abitarlo.

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