Napoli – Al via il Tavolo regionale: meno polistirolo, più recupero e nuove soluzioni per accompagnare le imprese del comparto, con l’obbiettivo di ridurre progressivamente l’utilizzo del polistirolo in agricoltura, laddove siano disponibili alternative sostenibili; organizzare una filiera regionale per la raccolta e il recupero, favorendo il corretto avvio a riciclo dei materiali; individuare strumenti economici di sostegno, per accompagnare le imprese agricole nella transizione. Sono queste le direttrici lungo le quali si svilupperà il lavoro del Tavolo dedicato al polistirolo, convocato dall’Assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca. L’obiettivo del corretto smaltimento del polistirolo rappresenta una questione concreta che coinvolge numerose aziende del settore primario e che richiede soluzioni efficaci, sostenibili e facilmente applicabili. Il polistirolo è, infatti, largamente utilizzato per plateau e contenitori destinati alla semina e alla crescita delle piantine. Una volta esaurita la propria funzione, questi materiali diventano un rifiuto complesso da gestire, soprattutto per l’elevato rapporto tra volume e peso e la possibile presenza di terra e residui vegetali, che ne rendono più difficili e costose le operazioni di pulizia, raccolta, trasporto e recupero. “Vogliamo passare dalle parole ai fatti – dichiara l’Assessora Serluca – Per questo partiamo, in stretto raccordo con il Consiglio regionale, dall’ascolto delle organizzazioni agricole e dalle esigenze concrete delle imprese. L’obiettivo è costruire soluzioni che garantiscano la sostenibilità ambientale, senza scaricare nuovi costi e gravosi adempimenti sulle aziende”. Tra le prime attività ipotizzate dal Tavolo figura la mappatura dei quantitativi e delle tipologie di polistirolo utilizzate nelle principali filiere agricole e vivaistiche, la ricognizione degli operatori e degli impianti disponibili per la raccolta e il recupero, nonché l’individuazione di specifiche misure di sostegno alle aziende. Tra le ipotesi allo studio anche l’avvio di progetti pilota per l’utilizzo di contenitori riutilizzabili, lavabili e riciclabili, così da verificare sul campo la sostenibilità tecnica ed economica di modelli alternativi.









