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America’s Cup a Napoli, la denuncia della Gaiola riapre il tema del rispetto del territorio

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Motoscafi nelle acque dell’Area Marina Protetta durante gli allenamenti: il Parco segnala il mancato rispetto delle delimitazioni. Un episodio che pone una questione più ampia: i grandi eventi possono valorizzare Napoli soltanto se rispettano il patrimonio che li rende possibili

L’America’s Cup porta Napoli nuovamente al centro dell’attenzione internazionale, con il Golfo pronto a trasformarsi in uno degli scenari più suggestivi della competizione velica. Ma a pochi giorni dalla Regata Preliminare, prevista dal 21 al 27 settembre, arriva una segnalazione destinata a far discutere. A sollevare il caso è lo staff dell’**Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, che attraverso i propri canali ha denunciato il passaggio degli equipaggi in allenamento e, in particolare, di alcuni motoscafi di supporto all’interno delle acque sottoposte a tutela.

Secondo quanto riferito dal Parco, durante le sessioni di allenamento sarebbero state oltrepassate le delimitazioni dell’Area Marina Protetta. Una circostanza particolarmente delicata, considerando che nelle zone di riserva integrale la navigazione è vietata, mentre nelle restanti aree sono previste precise limitazioni.

Il Parco ha accolto positivamente la presenza delle imbarcazioni dell’America’s Cup nel Golfo, ma ha contemporaneamente richiamato gli equipaggi alla conoscenza e al rispetto delle regole vigenti. Un principio apparentemente semplice: prima di navigare in prossimità di un’area protetta occorre conoscerne confini, divieti e limitazioni, indipendentemente dal prestigio della manifestazione alla quale si prende parte.
Ed è proprio questo episodio a sollevare una riflessione che va oltre l’eventuale violazione delle norme. L’America’s Cup rappresenta senza dubbio una grande opportunità per Napoli. Il ritorno d’immagine, il turismo, l’attenzione dei media internazionali e la possibilità di mostrare al mondo uno dei golfi più conosciuti del Mediterraneo costituiscono elementi importanti per la città. Ma la valorizzazione del territorio non può esistere senza il suo rispetto. La Gaiola non può essere considerata soltanto uno scenario suggestivo da utilizzare nelle immagini promozionali. È un patrimonio ambientale e archeologico estremamente delicato, tutelato proprio perché esposto alla pressione delle attività umane.

Il paradosso sarebbe celebrare il mare di Napoli come elemento centrale dell’America’s Cup e, allo stesso tempo, non prestare la massima attenzione alle aree che di quel mare rappresentano alcuni dei luoghi più preziosi. I grandi eventi devono lasciare qualcosa alla città, non chiedere alla città di mettere momentaneamente da parte le proprie regole. La stessa attenzione richiesta quotidianamente ai cittadini, ai pescatori e ai diportisti deve valere anche quando nelle acque del Golfo arrivano manifestazioni di livello internazionale. Anzi, proprio un evento seguito in tutto il mondo potrebbe diventare un’occasione per mostrare che sviluppo, sport e tutela ambientale possono convivere.

Napoli ha tutto l’interesse ad accogliere l’America’s Cup e a trasformarla in una vetrina internazionale. Ma quella vetrina esiste grazie alla straordinaria ricchezza paesaggistica e naturale del territorio. Ed è forse questo il punto da non dimenticare: il Golfo di Napoli non è semplicemente lo sfondo dell’America’s Cup. È uno dei motivi per cui disputarla qui può diventare qualcosa di unico.

Proteggerlo, dunque, non significa essere contrari ai grandi eventi. Significa pretendere che siano davvero all’altezza del luogo che li ospita.

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