Roma – Mentre nelle grandi città del Nord dilagano le manifestazioni nelle strade e nelle piazze, in alcuni momenti rese assai violente per colpa di teppisti e professionisti della violenza che si infiltrano nei cortei pacifici, a Sud sta per scoppiare una vera e propria bomba. Il quarto giorno di blocco degli autotrasportatori soprattutto in Sicilia ha fatto scattare la corsa ai supermercati ed ai distributori di benzina. In molti negozi la merce è arrivata a singhiozzo e gli scaffali si svuotano assai rapidamente. Negli ultimi giorni, ha viaggiato solo il 5% dei tir ed i camionisti minacciano la paralisi totale se il Governo non metterà mano subito al caro carburanti. Intanto sono sempre più numerosi sulle strade ed autostrade di Calabria, Campania, Basilicata e Molise, i presidi ed i blocchi attuati dai camionisti in rivolta. La situazione non è affatto buona perchè oltre a chi protesta ed il Governo che non sembra poter dare risposte adeguate, aumenta il senso di insicurezza fra i cittadini e fra i giovani aumenta il senso di una esistenza senza un futuro certo. C’è chi invoca la repressione (contro le proteste nelle città, ma non contro la potente sindacation dei camionisti) e chi se la prende con le Forze dell’Ordine. Si fa strada inoltre con insistenza in queste ore l’ipotesi che ci siano Paesi stranieri che soffiano sul fuoco delle tante crisi in Spagna, Francia e Italia oggi, e in Germania magari domani. Perchè fa comodo destabilizzare dall’interno i Paesi dell’Unione Europea e alimentare la politica esclusivamente securitaria di partiti e movimenti pronti a cavalcare gli estremismi. Decisamente un brutto momento questo e che necessita di iniziative sicuramente ispirate alla fermezza ed a garantire l’ordine pubblico, ma al tgempo stesso anche a fornire risposte vere alla crisi sociale in atto.









