«Dal 31 luglio a Pozzuoli esiste un’urgenza che viene prima di ogni altra discussione: oltre 3.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e rischiano di diventare invisibili, come già accaduto a molti sfollati negli ultimi due anni». È quanto dichiara la rete civica Pozzuoli Esiste Ancora, che torna a chiedere interventi immediati per le famiglie colpite dall’emergenza bradisismica. «Tra gli sfollati ci sono minori, anziani, persone con disabilità e nuclei fragili. Proprio la presenza di bambini o persone con particolari necessità sta diventando, paradossalmente, un ostacolo nella ricerca di una casa. A questo si aggiunge un mercato degli affitti sempre più difficile, con richieste economiche che in alcuni casi risultano fortemente aumentate nei Comuni limitrofi». Secondo la rete, invocare la solidarietà non è più sufficiente. «Il CAS, utilizzato negli ultimi due anni come principale strumento di risposta, da solo non può risolvere il problema. Un contributo economico non garantisce automaticamente una casa, soprattutto quando il mercato immobiliare è saturo o presenta prezzi fuori dalla portata delle famiglie». Per questo Pozzuoli Esiste Ancora propone quattro interventi immediati:
1 collegare il CAS a forme di canone concordato, per evitare aumenti incontrollati degli affitti;
2 individuare all’interno del territorio di Pozzuoli aree per alloggi temporanei dignitosi, come previsto anche dalla pianificazione di emergenza, evitando qualsiasi riproposizione delle esperienze delle baraccopoli del passato;
3 rivedere la convenzione tra Regione Campania e Federalberghi, privilegiando strutture ricettive più vicine ai Campi Flegrei;
4 destinare prioritariamente parte degli alloggi pubblici disponibili ai nuclei sgomberati con minori, persone con disabilità e soggetti fragili.
«La normalità non può essere semplicemente tornare a casa il prima possibile. La vera normalità è poter tornare in sicurezza, garantendo contemporaneamente il diritto alla casa, la tutela delle persone e la permanenza della comunità sul proprio territorio». La rete rivendica inoltre il ruolo avuto dalle manifestazioni e dalle assemblee popolari delle ultime settimane. «Le grandi mobilitazioni di agosto hanno imposto un cambio di passo rispetto alle misure inizialmente previste. Dopo l’assemblea del 12 agosto abbiamo raccolto proposte, osservazioni e rivendicazioni che intendiamo portare al confronto istituzionale e alla cabina di regia in Prefettura alla presenza del Governo». Tra le principali modifiche richieste al decreto-legge 144/2026 figurano:estensione dei contributi, copertura integrale dei costi degli interventi, semplificazione delle procedure, una soluzione per le piccole difformità edilizie, verifiche capillari sugli edifici, sostegni alle attività economiche e ai lavoratori, misure specifiche per gli sfollati e maggiore trasparenza sull’attività del commissario straordinario.
Pozzuoli Esiste Ancora interviene anche nel dibattito sul possibile ricorso allo stato di emergenza. «Facciamo appello a cittadini, comitati, associazioni e movimenti affinché questa mobilitazione non diventi terreno di divisione o strumento di contrapposizione politica. Ridurre il confronto sullo stato di emergenza a un sì o a un no rischia di far perdere di vista il vero punto: prima bisogna stabilire cosa serve ai Campi Flegrei, quali risorse devono essere garantite e quali poteri devono essere utilizzati. Solo dopo si può discutere dello strumento giuridico più adeguato».La rete sottolinea che dalla dichiarazione dello stato di emergenza non derivano automaticamente tutte le misure richieste dai cittadini. «Comprendiamo perfettamente le aspettative di chi vede nello stato di emergenza una possibile strada per ottenere più aiuti, accelerare il rientro nelle abitazioni o trovare finalmente una sistemazione sicura. Ma nessuno strumento deve diventare una delega in bianco. Occorre sapere prima quali poteri verranno attribuiti, a chi e per raggiungere quali obiettivi». Da qui l’appello rivolto direttamente alle istituzioni: «Se Governo e Regione ritengono necessario discutere dello stato di emergenza, lo facciano pubblicamente, spiegando quali vantaggi concreti produrrebbe per i cittadini dei Campi Flegrei. E se l’apertura al confronto sul decreto-legge 144/2026 è reale, allora si intervenga subito sul decreto, trasformandolo in uno strumento realmente straordinario e adeguato alla gravità della situazione». La conclusione della rete è un invito all’unità: «Pozzuoli deve essere unita sui bisogni reali delle persone: casa, sicurezza, lavoro, sostegno alle attività economiche e futuro del territorio. Sono queste le rivendicazioni intorno alle quali deve ritrovarsi il popolo flegreo. Prima vengono le persone. Prima vengono le risposte.»




