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Niente pericoli per la navigazione, a 24 ore dall’evento sismico, ha riaperto il porto di Pozzuoli

Dopo l'infernale giornata di sabato, con lo spostamento di alcuni collegamenti utili a Calata di Massa, i trasporti marittimi sono tornati alla normalità

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Domenica di ritorno alla normalità nei collegamenti marittimi fra Ischia, Procida e la terraferma. E’ durata 24 ore la chiusura del porto di Pozzuoli per consentire i sopralluoghi ed i rilievi tecnici di controllo sugli eventuali danni provocato dal sisma di venerdì sera. Il porto ha riaperto, e sono stati fin dalla mattinata consentiti nuovamente l’accesso, il transito di persone e mezzi e lo svolgimento delle attività portuali e commerciali, sia nelle aree a terra sia nello specchio acqueo. Il provvedimento interessa anche le banchine Emporio Ovest, Emporio Nord e Villa, restituendo alla piena operatività uno scalo fondamentale per i collegamenti con Ischia e Procida. A disporre la riapertura è intervenuta l’ordinanza n. 80 del 1 agosto 2026, firmata alle ore 20.28 dal tenente di vascello Agostino Galati, capo del Circondario marittimo e comandante del porto di Pozzuoli. Il nuovo atto ha integralmente l’ordinanza n. 79, adottata nella stessa giornata dopo l’evento sismico del 31 luglio. Con quel provvedimento l’Ufficio Circondariale Marittimo aveva interdetto, fino a nuova disposizione, qualsiasi accesso, transito e attività portuale e commerciale nelle aree a terra e nelle acque dello scalo.

Con l’entrata in vigore dell’ordinanza n. 80 cessano tutti i divieti, le limitazioni e le prescrizioni introdotti in via cautelare. Le attività sono quindi riprese nel rispetto della normativa vigente e delle altre ordinanze emanate dall’Autorità marittima. La riapertura arriva dopo il completamento degli interventi effettuati su tre giunti della banchina e dopo l’acquisizione della relazione tecnica trasmessa dalla Regione Campania con protocollo n. 0672453/2026 del 1 agosto. Il documento porta la firma di Andrea Prota, professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni e presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che incaricato dalla Protezione Civile della Regione Campania, ha partecipato al sopralluogo svolto nella mattinata di sabato, sulla banchina dove erano state rilevate lievi fessurazioni e piccoli distacchi in corrispondenza dei giunti.

Dagli accertamenti non sono emersi fenomeni di dissesto. La banchina è costituita da un impalcato in cemento armato, formato da un graticcio di travi con una soletta asfaltata sovrastante e sostenuto da pali di grande diametro. L’intera opera è articolata in tre moduli lunghi circa 40 metri, separati da giunti tecnici riempiti con materiale lapideo e asfalto. Secondo la relazione, le fessure e i distacchi osservati rappresentano l’aggravamento di una situazione preesistente e non sono riconducibili a danni strutturali provocati dalla scossa del 31 luglio.

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