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Delocalizzazioni e contributi, il Commissariato di Governo introduce alcune novità

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Ci saranno d’ora in avanti, in materia di delocalizzazioni alcune importanti novità come quella dell’indennizzo economico diretto, senza l’obbligo di utilizzare le somme per acquistare o ricostruire un altro immobile e poi ancora la possibilità di acquistare una nuova casa al di fuori dell’isola d’Ischia, purchè in Campania e infine l’acquisizione al patrimonio pubblico di determinate costruzioni che dovranno essere abbattute ed il suolo delle quali potrà servire al Comune per potenziare opere di difesa del territorio. È una delle novità principali dell’ordinanza n. 43 del 20 agosto 2026 firmata dal Commissario straordinario per la ricostruzione dell’isola d’Ischia, Marcello Giuseppe Feola, che introduce la nuova disciplina delle delocalizzazioni previste dal Piano di Ricostruzione nei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. La scelta riguarda innanzitutto gli immobili per i quali il Piano di Ricostruzione impone la delocalizzazione. Per le abitazioni, al posto delle diverse forme di rilocalizzazione, il proprietario potrà chiedere un indennizzo sostitutivo senza vincolo di destinazione. La misura massima è pari all’80% per quella che, alla data degli eventi calamitosi, era l’abitazione principale e al 70% per le abitazioni non principali. La possibilità viene estesa anche agli immobili con destinazione produttiva, turistico-ricettiva e agricola interessati da delocalizzazione obbligatoria. In questi casi l’indennizzo sostitutivo può raggiungere il 65% dell’importo riconoscibile.

A cambiare, è soprattutto il sistema di calcolo. Per stabilire il valore dell’immobile viene preso come riferimento il valore massimo delle quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, applicando i criteri previsti dal Manuale del mercato immobiliare e tenendo conto della superficie commerciale, dei locali principali e accessori e delle pertinenze. Il valore OMI, però, non coincide automaticamente con la cifra da liquidare. L’ordinanza stabilisce che si deve confrontare il valore dell’immobile con il costo convenzionale calcolato sulla base del livello operativo L4, ma senza la maggiorazione del 30%. Si prende il minore dei due importi e su quella cifra viene poi applicata la percentuale prevista: 80%, 70% o 65% a seconda della destinazione e dell’utilizzo dell’immobile. È quindi una strada diversa rispetto al contributo ordinario per la delocalizzazione, per il quale resta invece il riferimento al livello operativo L4 con la maggiorazione del 30%. C’è poi una condizione precisa per chi sceglie l’indennizzo relativamente a una casa che al momento del sisma del 2017 o della frana del 2022 costituiva abitazione principale. Il richiedente deve dimostrare che le proprie esigenze abitative e quelle del nucleo familiare sono già soddisfatte. Alla domanda deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestando di essere proprietario, titolare di un diritto reale oppure di avere comunque la disponibilità stabile, anche attraverso affitto o ospitalità familiare, di un’altra abitazione agibile, urbanisticamente legittima e adeguata alla famiglia. Senza questa dichiarazione la richiesta è inammissibile. In sostanza, l’80% senza vincolo di destinazione non può essere utilizzato lasciando irrisolta la necessità di un’abitazione del nucleo familiare.

L’ordinanza amplia anche le possibilità per chi non sceglie l’indennizzo e preferisce utilizzare il contributo per una nuova sistemazione. Per le delocalizzazioni obbligatorie residenziali è consentito acquistare un immobile anche in un altro comune della Campania. In questo caso viene riconosciuto fino all’80% del contributo spettante. Resta possibile anche ristrutturare un altro immobile già nella disponibilità del beneficiario, sull’isola o, in mancanza, nel resto della Campania. Per le attività produttive, turistico-ricettive e agricole, l’acquisto di un nuovo immobile nel territorio regionale dà invece diritto a un massimo del 75% del contributo. Anche per alcune delocalizzazioni volontarie viene aperta la strada all’acquisto fuori Ischia: per gli immobili residenziali che non erano abitazione principale è possibile comprare nel resto della Campania ottenendo fino all’80% del contributo.

Un altro passaggio rilevante riguarda gli immobili che il Piano di Ricostruzione dispone di delocalizzare obbligatoriamente. La demolizione non dipende più dalla domanda del proprietario: sarà inserita nei programmi di demolizione pubblica predisposti ed eseguiti dalla Struttura commissariale, anche se il privato non ha ancora presentato la richiesta di contributo o di indennizzo. Per gli edifici dell’ATO 1, la concessione del contributo o dell’indennizzo comporta inoltre l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’intera particella catastale sulla quale insiste l’immobile, non della sola area occupata dal fabbricato. Il terreno viene destinato prioritariamente agli interventi di messa in sicurezza e mitigazione del rischio.

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