Un architetto che prima viene “spacciato per svizzero e che poi sembra invece essere isolano d.o.c.. Svizzero o no, foriano o no, archietto o no, è comunque quel “qualcuno” che è stato denunciato dai Carabinieri per aver commissionato interventi edilizi abusivi, che a loro volta non si capisce se stavano lì da anni o decenni, e se gli abusi oltre che essere “vecchi” siano stati rinnovati con altri abusi effettuati più di recente. Ma passiamo alla narrazione affidata alle “veline” ufficiali: due fabbricati di dubbia provenienza ma comunque di una certa consistenza in termini cubatura, realizzati in area a vicolo paesaggistico assoluto su un tratto di costa a sud del comune di Forio. Questa volta non si tratta per davvero delle grotte abusive ai Maronti spacciate per “resort” ma – a giudicare dai rilievi aerofotogrammetrici – siamo di fronte per davvero ad una bella e grossa speculazione edilizia, considerato che sono state sequestrate quelle che sembrano essere due palazzine, dai Carabinieri della Compagnia di Ischia, coordinati dal comandante Giuseppe Giangrande, su mandato della Procura della Repubblica di Napoli. Risale agli inizi di agosto, la prima segnalazione effettuata alla Procura dai Carabinieri del nucleo elicotteri di stanza a Pontecagnano, durante uno dei sorvoli di routine sull’ isola d’Ischia. Le immagini hanno fatto emergere la presenza di opere in corso in prossimità della scogliera. Il successivo sopralluogo è stato effettuato dai Carabinieri della Stazione di Forio insieme alla Polizia Locale e ai tecnici comunali. Gli accertamenti avrebbero confermato l’esecuzione di interventi in assenza o in difformità dai titoli abilitativi necessari e senza il rispetto delle prescrizioni poste a tutela del paesaggio. Le verifiche hanno riguardato due immobili distinti. Il primo fabbricato era già stato sottoposto a sequestro negli anni ‘80 e parzialmente sanato nel 2023. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’edificio è stato completamente demolito e poi ricostruito in parte con nuove pareti e solai in cemento armato. All’interno è stato inoltre individuato un locale seminterrato di circa 75 metri quadrati, destinato a rimessa per automezzi. Il vano non sarebbe mai stato autorizzato né ricompreso nei provvedimenti di sanatoria. Nel 2024 erano state presentate pratiche edilizie per alcuni lavori di adeguamento sismico. La documentazione, tuttavia, sarebbe risultata priva del necessario parere paesaggistico. Nel cantiere erano state già predisposte anche alcune armature metalliche, ritenute funzionali alla realizzazione di ulteriori ampliamenti, mentre la richiesta del relativo permesso di costruire risultava ancora pendente. Il secondo immobile è un seminterrato di circa 55 metri quadrati, già sottoposto a sequestro penale nel 2016. Anche in questo caso sono state riscontrate nuove opere: una fodera perimetrale in cemento, un massetto armato e l’apertura di un varco destinato all’installazione di nuovi infissi. Gli interventi sarebbero stati accompagnati dalla dichiarazione di un tecnico che attestava la regolarità urbanistica del locale richiamando un precedente provvedimento di sanatoria. Dagli accertamenti sarebbe invece emerso che il seminterrato era espressamente escluso da quella sanatoria. Nei confronti dei responsabili i Carabinieri di Forio ipotizzano, a vario titolo, i reati di costruzione abusiva in zona vincolata, violazione del vincolo paesaggistico e falsità ideologica in atti destinati alla pubblica amministrazione. Il sequestro preventivo d’urgenza interessa l’intero cantiere del fabbricato principale, compreso il seminterrato di 75 metri quadrati, e il secondo immobile sul quale erano in corso gli interventi più recenti. L’operazione si inserisce nei controlli contro l’abusivismo edilizio condotti sull’isola. Dall’inizio del 2026 i Carabinieri hanno eseguito 88 sopralluoghi, denunciato 20 persone e disposto 20 sequestri preventivi.




