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Ancora senza carrozzina, Christian Durso giovane disabile di Capri, nonostante la sentenza del Tribunale

Borrelli (AVS): “Vergognoso il silenzio dell’Asl Napoli 1”

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Una vittoria storica in Tribunale rischia di trasformarsi nell’ennesimo calvario burocratico. È la vicenda di Christian Durso, cittadino con disabilità e attivista instancabile, che da anni porta avanti battaglie lodevoli per i diritti e la dignità delle persone con disabilità, supportato da sempre dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. Per oltre un anno e mezzo, l’ASL Napoli 1 Centro ha negato a Christian il rinnovo e la fornitura di una specifica sedia a rotelle hi-tech (una carrozzina elettronica verticalizzante), indispensabile per le sue condizioni e regolarmente prescritta dagli specialisti. L’Azienda Sanitaria si era trincerata dietro i limiti di spesa previsti dal tariffario nazionale, rifiutandosi di coprire l’intero costo dell’ausilio e causando enormi disagi fisici e psicologici sia a lui che ai familiari che lo assistono quotidianamente. Lo scorso 31 luglio, però, è arrivata una svolta importantissima: il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso di Christian (assistito dall’Associazione Luca Coscioni), stabilendo un principio fondamentale. Il Giudice ha infatti ordinato all’ASL di farsi carico dell’intera spesa della carrozzina prescritta, poiché non basta fornire un ausilio “standard” se questo non garantisce la reale autonomia e la dignità del paziente. Tuttavia, a dieci giorni di distanza dalla sentenza esecutiva, l’ASL non ha ancora autorizzato la fornitura, né ha contattato il paziente per rassicurarlo sulle tempistiche, costringendolo all’ennesima, estenuante attesa. “Christian Durso è un esempio di tenacia e coraggio. Le sue battaglie civili per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per il diritto alla mobilità sono battaglie di tutti, e come sempre lo sosteniamo con totale convinzione. Ma quello che sta subendo oggi, dopo aver già vinto in un’aula di Tribunale, è vergognoso. È inaccettabile che, di fronte a un’ordinanza chiara di un giudice, la burocrazia dell’ASL si prenda il lusso di tacere e di far trascorrere i giorni nell’indifferenza. Parliamo di un ausilio vitale, la cui mancanza ha già causato un anno e mezzo di sofferenze per un errore acclarato della stessa Azienda Sanitaria. Le sentenze non sono semplici raccomandazioni, sono ordini che gli enti pubblici devono eseguire immediatamente. Ho già predisposto un’interrogazione e un sollecito formale ai vertici dell’ASL Napoli 1 Centro e alla Direzione Sanitaria

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